8 Motivi Per Non Investire Nei Mercati Emergenti

I mercati emergenti offrono sempre nuove opportunità d’investimento, soprattutto elevati tassi di crescita economica, rendimenti attesi più elevati e benefici derivanti dalla diversificazione. Ma purtroppo esistono anche dei rischi da tenere in considerazione, sia per i “residenti” che per gli investitori stranieri. Un esempio recente che ha fatto notizia è quello della Turchia, un paese che negli ultimi anni ha avuto un boom economico di proporzioni quasi miracolose!

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica! Le recenti proteste contro il primo ministro Erdogan hanno portato a violenti scontri di piazza. Inoltre, per mettere a tacere speculazioni e proteste, giorni fa il premier turco ha ordinato restrizioni per quanto l’accesso ai social network e Youtube. E questi rappresentano i tipici segnali di “inquietudine” che rendono riluttanti i potenziali investitori stranieri ad avviare una qualsiasi attività in un’economia emergente! Ma esistono anche altri rischi che i potenziali investitori devono conoscere prima di effettuare un qualsiasi investimento in un mercato emergente.

 

1. Tasso di Cambio Straniero

Gli investimenti esteri in azioni e obbligazioni in genere producono rendimenti in valuta locale. Di conseguenza, gli investitori dovranno convertire questo valuta locale nella loro valuta nazionale. Ciò significa che un americano che acquista un titolo brasiliano in Brasile, dovrà comprare e vendere il titolo con il real brasiliano. Pertanto, le fluttuazioni valutarie potranno influenzare il rendimento totale dell’investimento. Ad esempio, se il valore di un’azione locale è aumentato del 5%, ma il real si è deprezzato del 10%, l’investitore subirà una perdita netta in termini di rendimento totale in caso di vendita e riconversione in dollari.

2. Distribuzione Non Normale

I rendimenti del mercato nordamericano probabilmente seguono un modello di distribuzioni normali. Come risultato, i modelli finanziari possono essere usati per fare previsioni economiche piuttosto precise sul futuro dei corsi azionari. I titoli dei mercati emergenti, invece, non possono essere valutati utilizzando lo stesso tipo di analisi della varianza. Inoltre, visto che i mercati emergenti stanno subendo continui cambiamenti, è quasi impossibile utilizzare informazioni storiche al fine di elaborare correlazioni adeguate tra eventi e ritorni.

3. Restrizioni Insider Trading

Sebbene la maggior parte dei paesi pretendono di far rispettare le leggi contro l’insider trading, nessuno ha dimostrato di essere molto rigoroso come l’America in termini di perseguire queste pratiche commerciali sleali. L’insider trading e le altre forme di manipolazione del mercato presentano inefficienze per cui i prezzi azionari “deviano” significativamente dal loro valore intrinseco. Tale sistema può essere soggetto a forte speculazione e può anche essere fortemente controllato da coloro in possesso di informazioni privilegiate.

4. Bassa Liquidità

I mercati emergenti sono generalmente meno liquidi rispetto a quelli dei paesi più sviluppati. Questa imperfezione del mercato si traduce in commissioni di intermediazione più elevate e un aumento del livello di incertezza dei prezzi. Gli investitori che cercano di vendere azioni in un mercato “non liquido” affrontano notevoli rischi che i loro ordini non saranno evasi al prezzo attuale. Inoltre, i broker si riservano di addebitare commissioni più elevate, perché devono fare maggiori sforzi nel trovare controparti per le negoziazioni. Questi mercati a bassa liquidità impediscono quindi agli investitori di trarre vantaggi dalle transazioni veloci.

5. Scarso Sistema Di corporate Governance

Una struttura di corporate governance solida all’interno di qualsiasi organizzazione è correlata solitamente con rendimenti azionari positivi. I mercati emergenti hanno talvolta dei sistemi di corporate governance più deboli, in base al quale la gestione ha una maggiore voce in azienda rispetto agli azionisti. Mentre la governance nei mercati emergenti ha ancora tanta strada da percorrere prima di essere considerata pienamente efficace per gli standard americani, molti paesi stanno mostrando miglioramenti in questo settore al fine di ottenere l’accesso a finanziamenti internazionali ad un prezzo più basso.

6. Maggiore Probabilità di Bancarotta

Uno scarso sistema di controlli e deboli procedure di revisione contabile, aumentano la probabilità di fallimento aziendale. Nonostante che la bancarotta sia comune a tutte le economie, tali rischi sono più comuni al di fuori del mondo sviluppato. Quando una società è esposta, si sperimenta spesso un improvviso calo di valore. Questo non vuol dire però che tali eventi non accadono anche in Nord America e in Europa! Dato che i mercati emergenti sono visti come più rischiosi, questi dovranno emettere obbligazioni che pagano tassi di interesse più elevati. E il maggiore indebitamento aumenterà ulteriormente gli oneri finanziari e il rischio di fallimento.

7. Rischio Politico

Il rischio politico si riferisce all’incertezza per quanto riguarda le decisioni politiche avverse. Le nazioni sviluppate tendono a seguire una disciplina di libero mercato, mentre le imprese dei mercati emergenti vengono spesso privatizzate su richiesta. Alcuni fattori aggiuntivi che contribuiscono al rischio politico sono: possibilità di guerra, aumento delle tasse, perdita delle sovvenzioni, cambiamento della politica di mercato, l’incapacità di controllare l’inflazione e le leggi in materia di estrazione delle risorse. Maggiore instabilità politica può anche tradursi in una guerra civile e in un arresto dell’economia di settore.

Conclusioni

Investire nei mercati emergenti può produrre notevoli ritorni al proprio portafoglio titoli. Tuttavia, gli investitori devono essere consapevoli che tutti i rendimenti elevati dovranno essere giudicati nel quadro complessivo di rischio e rendimento. I rischi di cui sopra sono solo alcuni dei più diffusi che devono essere valutati attentamente prima di ogni investimento.

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