Dazi Usa al Messico: 5 Azioni Da Vendere

Una delle più grandi scommesse politiche del presidente Donald Trump è la nota querelle con il Messico riguardante la costruzione del muro al confine fra i due paesi.

Dazi Usa al Messico: 5 Azioni Da Vendere

Con una decisione apparentemente controversa, Trump ha minacciato di imporre un dazio del 5% su tutte le merci importate dal Messico a partire dal prossimo 10 Giugno. Come la maggior parte della politica espressa da questa amministrazione in questi anni, c’è però un metodo dietro l’apparente follia. Ma, come investitori, non possiamo non considerare quali azioni saranno influenzate da questa decisione e venderle di conseguenza.

Dazi Usa al Messico: 5 Azioni Da Vendere

Per comprendere quest’ultimo conflitto economico scatenato dal vulcanico presidente americano è necessario comprendere il “personaggio Trump”, un compito certamente difficile per chiunque! Durante la sua campagna elettorale, tuttavia, il vecchio magnate del settore immobiliare aveva già chiarito che intendeva costruire un muro al confine con il Messico per arginare l’immigrazione centroamericana.

Frustrato dall’opposizione democratica al Congresso, il presidente ha licenziato alcuni dei suoi principali consiglieri, in quanto ritenuti negoziatori poco abili o non in linea con la sua politica. L’ottica che il comandante in capo sia diventato il “cattivo” della situazione offre agli investitori ribassisti un ulteriore incentivo a scegliere come target le azioni messicane da vendere.

Di conseguenza, anche le azioni messicane sono crollate. Una volta che le minacce dei dazi sono diventate di pubblico dominio a Wall Street, il fondo quotato in borsa iShares MSCI Mexico Capped ETF (NYSEARCA: EWW) ha perso quasi il 4%. E visto che si tratta di un’economia trainata dalle esportazioni, il Messico dipende pesantemente dall’avere relazioni positive con gli Stati Uniti (leggi anche Guerra Commerciale USA-Cina: 3 Settori Su Cui Fare Short Selling).

Ma contrariamente alle prime reazioni istintive, non sono solo i titoli messicani a presentare sfide agli investitori. Innanzitutto, il Messico è un partner chiave per l’economia globale, non solo per gli Stati Uniti. In secondo luogo, molti dei prodotti economici o a prezzi ragionevoli più amati dagli americano, vengono prodotti in Messico.

In altre parole, imporre dei dazi al Messico andrebbe contro gli stessi Stati Uniti. Ma visto che il paese centroamericano dipende molto dai suoi vicini, il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha accennato a fare alcune concessioni sulla gestione della migrazione. Eppure, questa è una situazione dinamica perché il Messico non può mostrare segni di debolezza, specialmente dopo anni di sofferenza per gli insulti di Trump.

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Detto ciò, vediamo ora le azioni da vendere a causa dei dazi Usa al Messico (leggi anche Guida ai Dazi Doganali e alle Barriere Commerciali).

Ford (NYSE: F)

Il presidente Trump godrebbe molto nel vedere le azioni messicane precipitare nell’abisso! Ma credo che se questa nuova minaccia dei dazi si tradurrà in una guerra commerciale prolungata, icone industriali americane come la Ford (NYSE: F) finiranno per soffrire le conseguenze più drammatiche.

Le auto americane sono terribilmente costose per quello che offrono, ma almeno sono affidabili. Secondo Consumer Reports, Ford è l’auto americana più affidabile. Rispetto a tutti gli altri marchi, hanno raggiunto un punteggio di 18 su 29. Non c’è da stupirsi perché il titolo F abbia avuto un deciso rialzo dopo la diffusione di questa notizia.

Ma ora i dirigenti di Ford stanno spostando la loro attenzione dall’espansione in Giappone…a Trump. A causa delle pressioni economiche di vecchia data, Ford insieme ai suoi concorrenti hanno spostato la produzione in Messico. Ma con potenziali nuovi dazi all’orizzonte, la casa automobilistica si troverà ad affrontare un doppio problema dalla Cina e dal Messico, facendola entrare di diritto nell’elenco di azioni da vendere.

Perché storicamente, i paesi non vincono le guerre su due fronti. Lo stesso si potrebbe dire lo delle guerre commerciali.

General Motors (NYSE: GM)

Nelle ultime settimane, le aziende automobilistiche americane come Ford e General Motors hanno realizzato performance interessanti. Ma questo periodo è destinato a durare poco se verranno imposti dei dazi al Messico.

Come Ford, anche le azioni GM avevano subito contraccolpi dalla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti (leggi anche Guerra Commerciale USA-Cina: Conseguenze per i Mercati). General Motors dipende molto dalla Cina, che è il più grande mercato automobilistico del mondo. E grazie a fattori storici e culturali unici, i consumatori cinesi hanno sempre amato i marchi automobilistici americani come GM. Certo, questa lealtà è ora messa a dura prova dagli eventi in corso.

Le tensioni con il Messico, quindi, stanno solo aumentando i problemi per la casa americana, visto che buona parte della sua produzione è in Messico. Secondo il Wall Street Journal, GM ha venduto 663.000 veicoli costruiti in Messico negli Stati Uniti, che rappresentano circa il 22% delle vendite sul mercato interno. Se le tensioni si intensificheranno, bisognerà inserire anche GM nella lista di azioni da vendere.

Nissan (OTCMKTS: NSANY)

Forse una delle componenti più sottovalutate di questo nuovo “conflitto” è che gli investitori orso non si concentreranno semplicemente sul Messico quando cercheranno azioni da vendere. Infatti, oltre alle società statunitensi, alcune delle peggiori vittime verranno probabilmente dall’estero, come la giapponese Nissan.

Mentre le auto giapponesi hanno trasformato il panorama automobilistico mondiale, Nissan è decisamente la pecora nera del paese! Molti anni fa, l’azienda vendette la sua anima ai francesi, il loro “nemico” storico. Inoltre, le autorità giapponesi hanno arrestato l’amministratore delegato di Nissan Carlos Ghosn l’anno scorso con l’accusa di cattiva condotta finanziaria.

A causa di questi problemi, il titolo NSANY ha perso parecchio quest’anno. E sfortunatamente, le tensioni tra Stati Uniti e Messico minacciano di indebolire qualsiasi tentativo di rimonta.

Ma Nissan fa affari significativi in ​​Messico. Aneddoticamente, diversi messicani sono molto orgogliosi di questo marchio. Sfortunatamente, le pressioni del mercato hanno costretto l’azienda a ridimensionare le sue operazioni nel paese. Le minacce tariffarie sono esattamente ciò di cui NSANY non ha bisogno in questo momento.

Cemex (NYSE: CX)

Invariabilmente, quando si parla di potenziali dazi contro il Messico, un investitore dovrebbe essere più preoccupato di quali titoli messicani vendere. In questo senso, Cemex sta per perdere terreno significativo, soprattutto se le tensioni non troveranno una soluzione immediata. Tuttavia, il titolo CX è in negativo dallo scorso mese di Aprile. E da allora non è più riuscito a tornare al punto di pareggio.

Ma più preoccupanti sono le implicazioni più ampie. In quanto economia esportatrice, il Messico dipende dalla sua distribuzione di materie prime e dai suoi punti di forza. In particolare per quanto riguarda gli affari concreti di Cemex, il Messico ha esportato quasi 184 milioni di dollari di materiale l’anno scorso, senza contare che si tratta di un paese fra i primi 20 esportatori di cemento al mondo.

Pertanto, dazi sui prodotti esportati dal Messico avrebbe un impatto negativo sulle attività multinazionali di Cemex, che comprendono soprattutto gli Stati Uniti. Trump ha minacciato tariffe aggiuntive oltre il 5% se non otterrà determinate concessioni. Si tratta quindi di una brutta situazione per alcuni titoli messicani, ma il titolo CX sembrerebbe quello messo peggio.

Kroger (NYSE: KR)

Recentemente, sul Washington Post è stato pubblicato un articolo dal titolo “Più grande degli avocado”. L’implicazione, ovviamente, è che il Messico è un grande esportatore di prodotti alimentari e prodotti agricoli. In quanto tale, i negozi di alimentari come Kroger (NYSE: KR) affronteranno rischi notevoli. Non sorprende che il titolo KR sia crollato di oltre il 10% lo scorso Maggio.

Come il resto delle azioni da vendere presenti in questo articolo, Kroger non può permettersi una guerra commerciale con gli Stati Uniti. Ancor prima delle accresciute tensioni con la Cina e il Messico, il titolo KR era già alle corde. La società è rimasta molto delusa per il suo ultimo rapporto sugli utili, con soli 28 miliardi di dollari di vendite. Ciò rappresentava una perdita del 9,5% annuo.

Come ci si potrebbe aspettare, anche Kroger ha sofferto di margini ridotti. Ma con una potenziale guerra commerciale con il Messico, la dirigenza non ha altra scelta che aumentare i costi per il consumatore.

Non sono sicuro di come i clienti reagiranno a questa mossa, poiché i tempi non potrebbero essere peggiori. E con la stagione estiva alle porte, potremmo vederne delle belle. Inoltre, la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti potrebbe far perdere posti di lavoro ben remunerati, danneggiando una più ampia base di consumatori.

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