– News – Atlantia in rosso dopo ipotesi stretta fiscale su concessionari

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Inizio di settimana in rosso per il titolo Atlantia che cede oltre l’1% ed è tra i peggiori sul Ftse Mib. Le vendite, che toccano anche le altre società del comparto, da Sias ad Autostrada Tomi arrivano dopo che il Sole 24 Ore di domenica ha riferito di una proposta del Movimento 5 Stelle per ridurre con la prossima Legge di bilancio la deducibilità fiscale degli ammortamenti sui beni reversibili delle autostrade all’1% annuo. La stretta fiscale sui concessionari potrebbe valere per lo Stato fino a 300 milioni di euro.

Per analisti norma è «negativa» per il settore
In pratica, la norma si tradurrebbe nell’abbattimento all’1% dell’ammortamento dei beni delle imprese concessionarie di costruzione e gestione di autostrade e trafori. Gli analisti di Equita, aspettando di capire quanto la norma possa pesare sui singoli gruppi, definiscono la notizia «potenzialmente negativa per il settore in termini di maggiore cash taxes annue». Il gruppo Autostrade per l’Italia, infatti, ha circa 12 miliardi di valore di asset immateriali definiti diritti concessori (beni gratuitamente devolvibili) e ulteriori investimenti autorizzati/committed e prioritari per circa 11,5 miliardi, che vengono completamente ammortizzati al termine della concessione nel 2038. Sias, invece, possiede circa 3,3 miliardi di asset in beni gratuitamente devolvibili. Nell’iter di approvazione della manovra finanziaria, spiegano gli analisti, «andrà verificato se l’emendamento diventerà legge e come possa introdursi un’aliquota del 1%, che creerebbe un valore fiscale residuo degli asset al termine della concessione, non riconosciuto nel contratto». Ma c’è anche l’ipotesi che la norma «sia incostituzionale considerando che colpisce un settore specifico».

Sviluppi anche su inchiesta crollo Ponte Morandi
A pesare sul futuro di Atlantia ci sono anche gli sviluppi dell’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi a Genova che riguarda alcuni dipendenti Spea e Aspi. Secondo il procuratore di Genova, come riportano diversi quotidiani, ci sarebbero stati «comportamenti organizzati per falsificazione atti pubblici con la finalità di nascondere il reale stato di ammaloramento di diverse opere autostradali». Si tratterebbe di «gravi inadempienze» rispetto agli obblighi di legge della convenzione autostradale. «Da quanto riportato dalla stampa dei documenti depositati dalla procura – conclude Equita – sembrerebbe che l’ipotesi di reato vada oltre la responsabilità degli individui a oggi indagati ed ipotizzi il coinvolgimento della società».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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