– News – Ryanair: DL Rilancio rischia di distorcere regole libera concorrenza

(Teleborsa) – La riapertura totale della mobilità in Italia dal 3 giugno, al netto di controllo e tracciamenti nelle singole Regioni, richiama anche il tema del rilancio dei viaggi in aereo e della partenza della stagione turistica prevedibilmente molto concentrata nel nostro Paese. Ryanair prima compagnia europea con 154 milioni di passeggeri nel 2019 e prima in Italia con 42,2 milioni di passeggeri, che rappresenta il terzo mercato del vettore irlandese, è presente in 29 aeroporti italiani, con oltre 60 aerei in 14 basi. Sul programma di ripartenza dei voli di Ryanair abbiamo intervistato Chiara Ravara, Head of Sales & Marketing della low cost irlandese.

Chiara Ravara ha fatto il suo ingresso in Ryanair nel 2014, con la qualifica di sales & marketing executive per Italia, Grecia e Croazia, fino ad assumere due anni fa l’attuale incarico, che oltre alla guida di tutte le attività sales e marketing la vede occuparsi anche della gestione della comunicazione internazionale sui vari mercati.

Dal 21 giugno Ryanair riprende a volare in Italia e dal primo luglio garantirà il 40% del proprio network. Qual è il trend delle prenotazioni?

Posso confermare che il 21 giugno ripartono i collegamenti Ryanair da e per l’Italia con qualche rotta internazionale come Londra-Bologna o la Dublino-Milano Bergamo e ripartono anche le tratte nazionali come la Milano Bergamo – Catania o la Pisa-Bari ad esempio. Dal 1 luglio andremo a ripristinare il 40% del nostro operativo con circa 1,000 voli giornalieri e il 90% del nostro network pre Covid-19. Nelle ultime settimane, con l’allentarsi delle misure di restrizioni dei vari Paesi, notiamo una notevole ripresa di interesse per i viaggi, sul nostro sito gli italiani stanno cercando principalmente Italia, Grecia, Spagna, Cipro, Croazia e Malta.

Quali misure avete messo in atto per la sicurezza del passeggero?

A bordo degli aeromobili, l’equipaggio e i passeggeri dovranno indossare mascherine/altre coperture facciali. Inoltre, verrà effettuato un servizio di bordo limitato, comprendente bevande e snack pre-confezionati, e tutte le transazioni avverranno senza l’utilizzo di contanti. A bordo si potrà accedere ai bagni individualmente e su richiesta. Tutti gli aeromobili di Ryanair sono dotati di filtri HEPA (simili a quelli utilizzati nelle aree critiche degli ospedali) e tutte le superfici interne sono disinfettate ogni notte con prodotti che hanno un’efficacia superiore alle 24 ore.

Tra le altre misure il check-in online, il download della carta di imbarco sullo smartphone, che si aggiungono al controllo della temperatura all’ingresso in aeroporto e all’utilizzo di mascherine/altre coperture facciali in ogni momento, sia nel terminal sia a bordo dell’aeromobile.

Da settimane stiamo costantemente informando i nostri passeggeri sulle misure che adotteremo quando riprenderemo a volare con video e sezioni dedicate sul nostro sito, piattaforme social e mailing diretto. Abbiamo accolto con favore le linee guida EASA che confermano le misure efficaci per il contenimento della diffusione del virus.

Il decreto Rilancio varato dal Governo italiano contiene misure per il trasporto aereo e su questo tema Assaeroporti ha espresso preoccupazione circa eventuali azioni tese a disincentivare la presenza di compagnie low cost nel nostro Paese. Qual è la posizione di Ryanair?

Crediamo che le misure incluse nel Decreto Rilancio per il settore aereo possano distorcere le regole di libera concorrenza e pregiudicare il rilancio e lo sviluppo del turismo italiano. Mi riferisco alla iniezione di altri 3 miliardi in Alitalia, all’imposizione di un CCNL settoriale e alla aumento addizionale comunale.

Siamo per l’Italia e per un libero mercato con regole uguali per tutte le compagnie aeree e misure eque per tutti; siamo per la riduzione o eliminazione dell’addizionale comunale per stimolare domanda e traffico come ha fatto ad esempio il governo norvegese con l’eliminazione della loro travel tax.

Vogliamo continuare ad essere un asset strategico per l’economia e per il turismo italiano anche per la nostra capillaritá sul territorio (29 aeroporti) e accesso diretto internazionale tutto l’anno nelle regioni.

Il decreto rischia di costringere le compagnie aeree low cost ad abbandonare i collegamenti diretti regionali che richiedono tariffe più basse/costi inferiori e a concentrarsi su rotte consolidate e comprovate da/per gli hub di Roma e Milano. Ciò avrebbe l’effetto controproducente di una maggiore concorrenza per Alitalia a Roma e Milano e di un crollo del traffico nelle Regioni.

Credo che gli aeroporti e le Regioni stiano alzando la voce contro queste misure incluse nel decreto. Siamo pronti a dialogare con il Governo italiano, abbiamo sollecitato un incontro e siamo in attesa di una risposta.



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