– News – SeSa punta a 2 miliardi di ricavi. Con l’M&A sguardo sull’Europa

Tutto rose e fiore, quindi? La realtà è più complicata. L’attività di M&A comporta in sé il rischio di esecuzione. Una condizione che può impattare la redditività dell’intero gruppo. In particolare nel momento in cui lo shopping si indirizza anche verso mercati diversi da quello italiano. SeSa non condivide il timore. In primis, viene spiegato, la società effettua una dura selezione a monte dei potenziali target. Inoltre, aggiunge il gruppo, il suo modello di M&A prevede, da un lato, il coinvolgimento delle figure chiave dell’impresa acquisenda; e, dall’altro, l’allineamento degli obiettivi di sviluppo. Un sistema che consente un’efficiente integrazione della nuova impresa. Infine, conclude la società, il suo track record nelle operazioni straordinarie, compresa quella dell’azienda tedesca, dimostra che l’apporto dell’M&A al business è sempre stato accrescitivo.

Le aree di business

Fin qua alcune considerazioni riguardo l’espansione per linee esterne e le prospettive all’estero. Tra i focus di SeSa, però, resta vivo l’incremento organico del business. Il gruppo, è noto, divide l’attività in due aree (escluso il Corporate che è residuale): il Vad e l’SSi (vedere domanda sotto). Ebbene, negli anni la loro incidenza sul Mol è cambiata: alla fine dell’esercizio 2016-2017 l’Ssi generava il 25,5% dell’Ebitda; alla chiusura dello scorso anno contabile (30 aprile 2019) il peso del “Software system integration” è salito al 35,2%. La domanda è: il trend, al netto della volontà di crescere in entrambi i settori e della maggiore marginalità dell’Ssi, è destinata a proseguire? SeSa, pure ricordando la crescita della stessa distribuzione a valore aggiunto, risponde positivamente. Da un lato, nel Vad, il gruppo ha comunque una posizione già molto rilevante; dall’altro, le possibili maggiori acquisizioni nel “Software system integration“dovrebbero contribuire ad incrementarne il peso sulla redditività di gruppo.

Di là da ciò SeSa, con riferimento allo sviluppo nell’ Ssi, punta a sfruttare la digitalizzazione dei processi e, più in generale, dell’economia. Il focus, in particolare, è sui servizi. Rispetto, invece, ai segmenti operativi l’attenzione è soprattutto sulla cyber security, l’Internet of Thing, i processi digitali e il Cloud Computing.

Proprio riguardo a quest’ultimo fronte deve rilevarsi che la concorrenza dei grandi vendor globale è sempre maggiore. Il che può essere un problema per realtà come SeSa. La società rigetta il timore. Dapprima, viene spiegato, il gruppo è focalizzato sempre di più sul “cloud pubblico” dove non c’è concorrenza con i big dell’hi-tech. Anzi:  è richiesta collaborazione. Inoltre, aggiunge il gruppo, altro suo focus è il “cloud ibrido”. Vale a dire: la “nuvola informatica” che comprende anche soluzioni tecnologiche di proprietà dell’impresa cliente. Si tratta di una situazione, è la spiegazione, dove da un lato la consulenza ad hoc di società come SeSa è fondamentale. E, dall’altro, la concorrenza dei grandi vendor globali è limitata. Quindi il gruppo tecnologico italiano non vede particolari problemi sul tema in oggetto.

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