Perché Le Società Rimosse Dagli Indici Possono Essere Un Ottimo Investimento

Una strategia di value investing poco conosciuta dai trader è quella di comprare azioni che sono state rimosse (delisting) da un indice importante, come ad esempio lo Standard & Poors 500 Index (S&P 500). Le società “cancellate” possono essere un buon acquisto per due motivi principali. In primo luogo, il titolo è spesso disponibile ad un prezzo basso. In secondo luogo, si tratta di una scelta statisticamente azzeccata che ha offerto storicamente degli apprezzamenti superiori alla media del mercato. E’ un fatto risaputo che la maggior parte delle azioni possono ottenere una gran spinta dall’essere aggiunte ad un indice importante. Essere parte della lista delle azioni che compongono un indice di riferimento ampiamente monitorato, di solito, porta più attenzione ad un titolo, sia da parte degli analisti che da parte degli investitori.

Perché Le Società Rimosse Dagli Indici Possono Essere Un Ottimo Investimento

Perché Le Società Rimosse Dagli Indici Possono Essere Un Ottimo Investimento

I motivi più comuni che determinano l’uscita di una società dall’indice S&P 500 si verificano quando il prezzo delle azioni del titolo e la capitalizzazione di mercato della società in questione attraversano una fase di declino sostanziale oppure quando il titolo appartiene ad un settore industriale o di mercato che è caduto in disgrazia. Le cause di questa cancellazione forniscono un indizio molto importante ai trader e rappresentano spesso un’ottima opportunità di profitto. Tali azioni possono essere infatti molto attraenti dal punto di vista del value investing, perché con molta probabilità si tratta di titoli sottovalutati.

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L’indice S&P 500 viene gestito da un comitato che può scegliere di rimuovere un titolo quando non viene considerato “rappresentativo” (representative). Il termine “non rappresentativo” può essere inteso come non riflettente della natura attuale dell’economia. A questo proposito una grande percentuale di società rimosse dal 1996 sono aziende considerate parte della “vecchia economia” e sono state in gran parte sostituite da titoli di settori come quello tecnologico, dell’assistenza sanitaria e delle comunicazioni. I prezzi delle azioni che vengono cancellate dal S&P 500 sono in genere bassi e contraddistinti dalla generale mancanza di interesse degli investitori.

Il momento migliore per investire

Uno studio pubblicato sul Journal of Portfolio Management ha però analizzato come la differenza tra il rendimento effettivo e previsto per i titoli esclusi dall’indice sia -14,5% tra il periodo compreso dall’annuncio di cancellazione e la data di uscita effettiva. Questo suggerisce come questo evento possa rappresentare un’ottima opportunità di acquistare le azioni ad un prezzo inferiore di almeno il 10% del loro reale valore. Il rendimento medio annualizzato dei titoli cancellati dal S & P 500 tra Gennaio 1998 e Marzo 2005 è stato un impressionante +11,4%.

I principi base

Ad ogni modo, prima di correre alla cieca a comprare azioni rimosse dalla S&P 500, gli investitori dovranno tuttavia tenere a mente alcuni principi base di qualsiasi strategia di value investing  al fine di valutare la salute finanziaria della società in questione. Tenete sempre a mente questi principi, perché spesso a buon mercato non significa necessariamente un affare. I principi base consistono in:

  • ricercare alcuni parametri finanziari come il flusso di cassa (cash flow),
  • il rapporto debito-patrimonio netto (D/E)
  • il price-to-book ratio (P/B).

Perché Le Società Rimosse Dagli Indici Possono Essere Un Ottimo Investimento

Le società rimosse dagli indici possono costituire un buon affare per diverse ragioni. La prima di queste è che l’azione è spesso disponibile ad un prezzo conveniente. In secondo luogo, alcune ricerche condotte in riferimento agli anni passati, hanno evidenziato sostanziali opportunità per un apprezzamento nel valore delle azioni superiore alla media, in titoli che furono rimossi dai principali indici.

E’ risaputo che la maggior parte delle azioni ricevono una grande spinta nel momento in cui vengono aggiunte in un indice importante. In genere, il fatto di comparire nella lista composta da indici di riferimento ampiamente tracciati, rende un’azione molto allettante, sia agli occhi degli analisti che degli investitori. Inoltre, avere fondi comuni che valgono centinaia di miliardi di dollari è spesso sufficiente a far sì che il prezzo delle azioni lieviti notevolmente.

Ciò che è invece meno noto, è il modo sorprendente con cui le azioni rimosse dagli indici sovraperformano le azioni che vengono aggiunte.

Le azioni rimosse potrebbero essere vendute ad un prezzo scontato

I motivi più comunemente diffusi per cui un’azione viene rimossa da un indice, al di là dell’acquisizione o della privatizzazione, riguardano il prezzo dell’azione e il sostanziale declino della capitalizzazione del mercato. Ancora, la rimozione di un’azione dall’indice potrebbe essere dovuta al fatto che l’azione riguarda un settore di mercato che sta perdendo il favore del pubblico. Tali azioni possono risultare molto attraenti da una prospettiva di value investing, poiché potrebbero essere state gonfiate sino al punto in cui sono diventate considerevolmente sottostimate.

L’indice S & P 500 è gestito da una commissione che può scegliere di rimuovere un’azione che non rientra più nella loro definizione di ”rappresentatività“. Un’azione viene definita non rappresentativa nel momento in cui non riflette più l’attuale natura dell’economia. Un’ampia percentuale delle azioni rimosse dai principali indici sin dal 1996, sono di compagnie considerate facenti parte della “vecchia economia” e sono state ampiamente rimpiazzate da nuove azioni relative a settori quali quello tecnologico, quello delle comunicazioni e quello riguardate l’assistenza sanitaria.

Il prezzo delle azioni che vengono rimosse dall’indice S & P 500 risulta essere generalmente abbattuto come reazione alla comunicazione della loro rimozione. Uno studio pubblicato nel Journal of Portfolio Management ha riscontrato che per le azioni rimosse dall’indice, l’anomala media dei rendimenti e la differenza fra i ritorni reali e quelli previsti sono risultati negativi del 14.5% nel lasso di tempo intercorso fra l’annuncio della rimozione e l’effettivo delisting. Questo ci  suggerisce che il prezzo relativo alla data di rimozione di un’azione potrebbe rappresentare un’opportunità per acquistare l’azione ad oltre il 10% al di sotto del valore equo.

Facciamo un esempio:

L’azione della società Owens-Illinois Inc. (NYSE: OI) ha subìto un calo del 23% dalla data in cui l’indice S & P 500 ha annunciato la sua rimozione sino al giorno in cui è stato effettivamente rimosso. La reazione del mercato ha dimostrato di essere così eccessiva, che gli investitori hanno potuto trarne una proficua opportunità per acquistare l’azione Owens-Illinois ad un prezzo conveniente e divertirsi a guardarlo triplicarsi in 5 anni.

Le azioni rimosse dagli indici tendono a sovraperformare

La percentuale del rendimento medio annualizzato delle azioni rimosse dall’indice S & P 500 fra il Gennaio 1998 e il Marzo 2005 è stata un sorprendente 11.4%. In confronto, il rendimento medio annualizzato delle azioni aggiunte all’indice è stato un deludente 0.4%. Il rendimento medio annualizzato ha evidenziato una differenza ancora più accentuata fra le compagnie delisted (guadagni del 15.4%) rispetto a quelle aggiunte all’indice (solo il 2.9% dei guadagni).

Uno studio risalente al 2008 e condotto da Hussman Funds ha riscontrato che i rendimenti, relativi ad un anno, delle azioni rimosse dall’indice S&P 500, hanno sovraperformato i ritorni delle azioni aggiunte. Nel corso di 12 mesi dalla rimozione o dall’aggiunta, le azioni delisted hanno avuto una percentuale di rendimento medio del 14.46% mentre quelle aggiunte hanno subito un declino della percentuale di rendimento medio dello 0.24%. Quando l’indice S & P 500 rimuove un’azione, spesso non la abbandona totalmente, ma la sposta in un’altro indice come l’indice  S&P Small Cap.

Guadagnare acquistando azioni rimosse dagli indici

Come abbiamo già detto, gli investitori prima di affrettarsi ad acquistare azioni rimosse dall’indice, dovrebbero tenere a mente i principi basilari di qualsiasi strategia value investing. Alcune compagnie rimosse dall’indice S & P 500 fanno l’esatto contrario di sovraperformare: si approssimano verso la bancarotta. Tenete a mente che economico non coincide necessariamente con buon affare.

Ci vuole anche una sorta di forma di disciplina per acquistare un’azione nel periodo in cui potrebbe potenzialmente sperimentare un sostanziale declino. Comunque, gli investitori con una tolleranza del rischio desiderosi di effettuare le opportune ricerche, possono trovare ”gemme nascoste” sotto forma di azioni delisted.

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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