Sta Tornando la Volatilità Nei Mercati Azionari?

Dopo un inizio 2018 con i mercati azionari che hanno fatto registrare ottime performance, nelle ultime settimane i listini azionari internazionali sono andati decisamente male, trascinati in basso dalle perdite di quelli americani. In questo clima di negatività e incertezza, potrebbe essere difficile per l’investitore guardare gli eventi nella giusta prospettiva e operare le scelte giuste.

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La Volatilità Nei Mercati Azionari

Ma cosa sta succedendo nei mercati azionari? L’S&P 500, il principale indice statunitense, ha perso in una settimana circa il 7% rispetto al picco raggiunto a metà gennaio per poi recuperarne due in un’unica seduta. Questo crollo ha ovviamente influenzato in negativo tutti gli altri maggiori listini azionari internazionali.

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Secondo molti, non è stato però un crollo inaspettato. Anche se in un singolo giorno Wall Street ha fatto segnare i peggiori minimi dal 2011, se consideriamo il lungo termine il risultato definitivo dell’indice fa meno paura. Se prendiamo ad esempio i dati di inizio anno e li confrontiamo con quelli degli ultimi 60 anni, possiamo vedere come nel 30% dei casi il listino USA ha fatto registrare risultati addirittura peggiori. Quello che è successo, quindi, non è così drammatico come molti vogliono farci credere.

Ad ogni modo l’indice Vix, ovvero l’indice che misura la volatilità attesa dell’S&P 500, ha toccato quota 50 punti lo scorso martedì (per poi attestarsi sotto i 30 punti), il livello più alto dal Settembre del 2015 e causato soprattutto da operazioni di copertura. A farne le spese sono stati soprattutto gli ETF che adottano una strategia short rispetto all’indice stesso, alcuni dei quali hanno fatto perdere milioni di dollari agli investitori che avevano puntato su una bassa volatilità.

Ma come affermò il presidente Franklin Delano Roosevelt nel 1933, il Vix più che misurare la paura, incute lui stesso terrore. Il terrore di essere l’ultimo e influente indicatore ad essere oggetto di manipolazioni e scandali. La Finra (l’Associazione di Autoregolamentazione del Settore Finanziario) ha recentemente aperto un’indagine sul Volatility Index del Cboe, proprio per le brusche impennate e oscillazioni che sono costate ingenti perdite agli investitori. In particolare, a finire sotto la lente della Finra sono state le puntate di trader di opzioni sull’indice S&P500, che potrebbero essere state effettuate “ad hoc” proprio per condizionare in modo scorretto i prezzi dei future sul Vix, che viene appunto calcolato con una formula basata su questi contratti.

Conseguenze sui Mercati Azionari

Cosa ha comportato questo sui mercati azionari? Se guardiamo il contesto generale, poco o nulla. L’economia globale sta andando ancora bene, così come i dati delle maggior parte delle aziende comprese nell’indice S&P 500. Attualmente, infatti, la crescita a livello di utili delle aziende americane si attesta a circa +14% rispetto all’anno scorso, migliorando anche di un +4% le previsioni degli analisti.

La causa principale che ha fatto scattare il ritracciamento del mercato è stato il rilascio dei dati sugli stipendi statunitensi, in crescita del 2,9% nell’ultimo anno. E questo avrebbe influenzato di conseguenza le aspettative di inflazione, le previsioni sui tassi e le azioni della Federal Reserve. Quindi come si spiega l’elevata volatilità delle ultime settimane?

Fondamentalmente, il motivi principale è che veniamo da un periodo in cui la volatilità è stata ai minimi storici e quindi la situazione attuale sarebbe una naturale conseguenza dei recenti periodi di “apatia” dei mercati. La crescita dell’indice VIX, molto marcata, è stata principalmente causata da una ragione “tecnica”, ovvero dalla grande richiesta di domande sui futures legati all’indice. Quest’anno, quindi, dovremmo assistere ad una volatilità più costante e graduale.

Conclusioni

Da investitori, come dovremmo comportarci in una situazione simile? Attuando come sempre un approccio diversificato e ragionando in un’ottica di lungo termine. Crediamo che questo sia la miglior strategia per proteggere e accrescere il risparmio nel tempo e siamo convinti che nel lungo termine questo sia il modo migliore per navigare le varie fasi di mercato. Con il crescere della volatilità le virtù della diversificazione – in termini di controllo del rischio – diventano ancora più evidenti. L’attuale contesto finanziario potrebbe quindi essere vista come un’opportunità per l’investitore lungimirante.

(* I CFD sono strumenti ad alto rischio. Il 74-89% di investitori perde i propri soldi facendo trading sui CFD. Sii consapevole che potresti perdere i soldi che decidi di investire.)

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