– News – Gentiloni: “Mes è strumento utile, ogni Paese deciderà se usarlo”

(Teleborsa) – “Lo strumento delle linee di credito facilitate” del Mes “è utile e sta a ogni Paese decidere se questo strumento, che considero assolutamente utile, sarà utilizzato o no“.

Lo ha dichiarato il commissario europeo agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, in un’intervista a France 24. “Non penso che la cosa giusta da fare sia trasformare questo in una discussione ideologica sulla Troika che qui non c’entra nulla“, ha precisato Gentiloni, sottolineando che si tratta di “linee di credito facilitate su cui ogni paese deciderà”.

Se l’Europa ha già mostrato di aver “adottato misure molto positive e che vanno nella giusta direzione contro la pandemia da Covid-19″, per Gentiloni è “molto importante che prosegua con un accordo du un fondo europeo di rilancio post crisi. Non sarebbe accettabile, non solo politicamente, ma anche economicamente e finanziariamente”, ha avvertito il commissario europeo all’Economia, se nella fase di uscita dalla crisi post pandemica “si allargassero le divergenze tra Paesi.”

“Le decisioni prese di sospendere il Patto di Stabilità e di crescita, di cambiare le regole sugli aiuti di stato, di avere dalla BCE un enorme paracadute contro le difficoltà e le divergenze tra i vari Paesi e di decidere 500 miliardi di euro di misure comuni: tutto questo è stato molto positivo – ha rivendicato – e va nella giusta direzione”.

Ora si chiede di fare di più con la proposta di creare un fondo comune” di rilancio delle economie post crisi. “Credo sarà il prossimo passo da discutere al vertice dei capi di Stato e di governo la prossima settimana”, ha proseguito Gentiloni.

Solidarietà è la chiave, cruciale non solo dal punto di vista umanitario ma anche economico, significa non mutualizzare il debito che abbiamo accumulato negli ultimi dieci anni ma trovare strumenti comuni per affrontare la sfida. Non dobbiamo mutualizzare il passato ma il futuro“, ha precisato il commissario UE.

“È perfettamente possibile, non facile, ma è possibile, riconciliare le posizioni” tra Nord e Sud Europa “a patto che si discuta guardando al futuro e non al passato, dove la discussione era tra chi voleva ridurre e chi condividere il rischio. Bisogna guardare a una missione comune, come salvare i nostri posti di lavoro ed evitare le differenze“, ha spiegato.




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